Roma fa capolino tra palazzi rossicci e antichi archi come cattedrali che ne coronano la chioma verde, periferica. Frida dorme nel trasportino mentre ripongo il libro in borsa e guardo la città farsi più vicina. Scendo dalla carrozza scimmiottando un equilibrista, il ragazzo moro e alto, salito per dare l'esame di Settembre mosso a pietà mi aiuta nel passarmi la valigia pesante sulla banchina, ho il tempo per sistemare i manici della borsa ben fermi sotto quelli dello zaino sulle mie spalle. Attraverso il binario 21 carica come un mulo mentre ripenso a quelle creature mitologiche che sono i carrelli per i bagagli nelle stazioni, non se ne trova mai uno.
Arrivo sudaticcia e affaticata all'edicola per comprare due biglietti metro, mi metto in fila, paziente.
Una ragazza ultra chic svolta l'angolo lasciando dietro sè un profumo di caramello e vaniglia, con tacchi a spillo come compassi sul mondo e una minigonna ascellare, mentre ancheggiando porta a spasso una barboncina nera con collarino fucsia tempestato di brillantini e paillette monocrome. Sento un sibilo crescere dal trasportino verso di loro
MIAOOO FFFFTHHHHH FFFFFFFRTTTTTTHHHHHHHHHHHHHHHH
La mia gatta sa esprimere il suo essere contrariata e infastidita come pochi altri . Nel frattempo una signora si avvicina con aria affabile portandosi per mano il nipotino rubicondo e sorridente intento a mangiare la sua merenda di pane e prosciutto.
-Scusi sa ma è bellissimo il suo gatto. Guarda com'è bello caro - rivolta al bambino
-Grazieee.
Il bambino si avvicina con un lembo di prosciutto profumoso troppo vicino alla griglia del trasportino.
- Che razza è?
Non faccio in tempo a rispondere che Frida allunga la zampa e si porta dentro il pezzo di prociutto che oscillava lì nei pressi.
Le conseguenze al gesto sono state diverse e nell'ordine:
- Pianto torrenziale del bambino;
- Tinte diverse sulla mia faccia, tipo aurora boreale;
- alzata di sopracciglio con misto di sdegno e vaga intolleranza da parte della signora e nei miei confronti e in quelli della mia gatta
Riflessione-la mia gatta diventa molto suscettibile quando si esprimono considerazioni razziste, a meno che certo non si stia parlando del pesce.
RAZZA LESSA CON SALSA AGRESTE
INGREDIENTI
Tranci di razza
Tranci di razza
olio extra vergine d'oliva Sante Le Muse
aceto di vino rosso
alloro
timo
aglio
per la salsa:
aceto di vino rosso
aglio
olio e.v.o. Sante Le Muse
prezzemolo
Far cuocere i pezzi di razza in un tegame con acqua aceto, aglio, timo e alloro (sale non ne ho messo perché era già bella salata di suo).
Scolare i pezzi una volta cotti, pulirli e lasciarli riposare, nel frattempo lavorare gli ingredienti per la salsina a punta di coltello . Come contorno ho preparato un'insalata di fave in salamoia, lattuga e fettine di cetrioli.
PS- La razza è un tipo di pesce di molta sostanza per cui ho preferito alleggerirlo con una ricetta semplice e fresca il risultato ha superato davvero le aspettative.
